Furio
Non avrei mai pensato di scrivere queste parole. La prematura, improvvisa e inattesa scomparsa di Furio De Denaro mi lascia sgomento e mi impone un breve ricordo. Se sono diventato amico di Enzo De Denaro è perché prima lo sono stato di Furio. Siamo cresciuti insieme io e Furio, abbiamo combattuto insieme tante volte, abbiamo girato l'Italia delle interfasi degli anni settanta insieme. Lui è vissuto a casa mia per vari mesi quando ci allenavamo e studiavamo. Aveva un bellissimo talento artistico e un fulminante Ko Uchi Gake. A casa ho ancora i ritratti che lui mi ha fatto e mi ha regalato, con quel suo modo intenso di guardarti e di parlare. Di ragionare.
Era una bella persona e un vero amico. Poi ci siamo un po' persi di vista e quando ci trovavamo alle gare, che lui frequentava solo per seguire il figlio Jacopo, riuscivamo ad avere quei piccoli momenti di fraternità che solo vecchi amici hanno. E ora affiora il ricordo delle tantissime ore di allenamento insieme, quando avevamo voglia di fare e non avevampo paura della fatica.
Furio ha fatto la cintura nera un anno prima di me arrivando anche secondo ai campionati italiani. Il giorno in cui lui ha fatto la cintura nera (un traguardo difficile in quegli anni) io mi sono rotto la mano. Siamo tornati a casa in treno da Roma insieme e lui mi ha tenuto allegro per tutto il viaggio: umile, sincero, umano. Il mio amico Furio.
A Enzo dico che tutti quelli che lo hanno conosciuto non dimenticheranno mai una persona così profonda.
Stefano Stefanel
Udine, 23 gennaio 2012






